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Zero Emission Rome 2010: dal 7 settembre focus sulla Green economy
Dal 7 al 10 settembre Zero Emissione Rome 2010, la manifestazione sulla Green Economy, si terrà nei padiglioni della Fiera di Roma.
Si tratta di un evento che, negli ultimi anni, ha riscosso un notevole successo per chi opera nel settore dell'economia verde.
Zero Emission Rome 2010 è anche l'appuntamento per fare incontrare la domanda e l'offerta nei mercati del Sud Europa e del bacino Mediterraneo.

La sesta edizione è suddivisa in due macro aree:Eolica Expo Mediterranean dal 7 al 9 settembre;PV Rome, CSP Expo...
Zero Emission Rome 2010: dal 7 settembre focus sulla Green economy
Dal 7 al 10 settembre Zero Emissione Rome 2010, la manifestazione sulla Green Economy, si terrà nei padiglioni della Fiera di Roma.

Si tratta di un evento che, negli ultimi anni, ha riscosso un notevole successo per chi opera nel settore dell'economia verde.
Zero Emission Rome 2010 è anche l'appuntamento per fare incontrare la domanda e l'offerta nei mercati del Sud Europa e del bacino Mediterraneo.

La sesta edizione è suddivisa in due macro aree:

Eolica Expo Mediterranean dal 7 al 9 settembre;PV Rome, CSP Expo, CO2 Expo e CCS Expo dall'8 al 10 settembre.

Zero Emission Rome 2010 sarà una manifestazione di riferimento per aziende, pubbliche amministrazioni e professionisti interessati alle ultime novità sulle energie rinnovabili, all'emission trading e alla sostenibilità ambientale.

Particolare attenzione sarà prestata a: energia eolica, solare fotovoltaico, termico, riduzione della CO2 ed efficienza energetica.

Altri focus riguarderanno le smart grids (reti intelligenti), l'energia verde, Enerjob (il lavoro nel settore delle rinnovabili).

Numerosi saranno anche workshop, conferenze e incontri, con i massimi esponenti della Green Economy.

L'evento è organizzato da Arth energy Publishing, media company attiva nel settore delle energie rinnovabili, della sostenibilità e delle tecnologie avanzate.

Zero Emission Rome si presenta, in ultima analisi, come un'opportunità irrinunciabile per tutte le Pmi che hanno integrato nei propri processi elementi di sostenibilità, e che vedono nella Green Economy una bolla economica, nella delicata fase di traghettamento fuori dalla crisi internazionale.

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mer 31 mar
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Per Vestas un ordine da 50 MW dalla Cina
Vestas, prima azienda produttrice di turbine eoliche ad entrare nel mercato cinese, continua a crescere nella Repubblica Popolare con un nuovo ordine per un importo di 50 MW. Il contratto prevede la fornitura e messa in servizio di aerogeneratori per un progetto di parco eolico in provincia di Heilongjiang, con un termine di consegna per il terzo trimestre del 2010.
"Siamo orgogliosi di collaborare ancora una volta con questo cliente, e siamo ansiosi di continuare a sviluppare la nostra partnership"?, ha dichiarato Jens Tommerup...

Per Vestas un ordine da 50 MW dalla Cina
Vestas, prima azienda produttrice di turbine eoliche ad entrare nel mercato cinese, continua a crescere nella Repubblica Popolare con un nuovo ordine per un importo di 50 MW. Il contratto prevede la fornitura e messa in servizio di aerogeneratori per un progetto di parco eolico in provincia di Heilongjiang, con un termine di consegna per il terzo trimestre del 2010.
"Siamo orgogliosi di collaborare ancora una volta con questo cliente, e siamo ansiosi di continuare a sviluppare la nostra partnership"?, ha dichiarato Jens Tommerup, Presidente di Vestas Cina. "Faremo del nostro meglio per garantire che questa relazione sia duratura e reciprocamente vantaggiosa"?.
L'ordine comprende anche il sistema di monitoraggio VestasOnline® Business ed un contratto di manutenzione di due anni.
Su richiesta del cliente, i dettagli della proprietà del progetto non sono stati ancora divulgati.
fonte: rinnovabili.it

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mer 16 dic 2009
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Energia dalle pedalate
Debutta la bici ibridaLa "Green wheel" presentata a Copenaghen. Un progetto nato dall'idea di un italiano che lavora al Mit
COPENAGHEN "" C'è da dire che in ita­liano le hanno dato un nome davvero brut­to e complicato: bicicletta ibrido-elettrica a pedalata assistita ad emissioni zero. Green wheel suona decisamente meglio. Anche se poi, ovviamente, la semplificazione anglo­sassone non rende certo l'idea del piccolo gioiello che è stato presentato ieri a Cope­naghen: una bicicletta che riesce a trasfor­mare in energia elettrica le pedalate...
Energia dalle pedalate
Debutta la bici ibridaLa "Green wheel" presentata a Copenaghen. Un progetto nato dall'idea di un italiano che lavora al Mit
COPENAGHEN "" C'è da dire che in ita­liano le hanno dato un nome davvero brut­to e complicato: bicicletta ibrido-elettrica a pedalata assistita ad emissioni zero. Green wheel suona decisamente meglio. Anche se poi, ovviamente, la semplificazione anglo­sassone non rende certo l'idea del piccolo gioiello che è stato presentato ieri a Cope­naghen: una bicicletta che riesce a trasfor­mare in energia elettrica le pedalate, racco­gliendo l'energia passiva (semplicemente le frenate). L'uovo di Colombo. Ovvero: un colpo di genio. Il colpo di Carlo Ratti, 38 anni di scienza italiana oggi al servizio del Massachusetts Institute of Technology di Boston.

«L'idea mi è venuta pensando alla Formula uno, ovvero al kers», dice il giovane professor Ratti spiegando che il kers altro non è se non l'acronimo (inglese) di un sistema di recupero dell'energia cinetica che si trova dentro le ruote e nel motore dei bolidi del­la Formula uno. Semplice no? No, ovviamente. Ma alla Ducati energia hanno capito subito che era il caso di dar retta a questo giovane professore italiano a capo di un team di una trentina di persone, età media trent'anni. «Sono entrata in con­tatto con loro grazie al ministero dell'Am­biente italiano», spiega Federica Guidi, si­cura "" come direttore generale della Duca­ti "" che nel giro di sei mesi il prototipo di questa bicicletta sarà disponibile sul merca­to a non più di mille euro. «A Copenaghen la bicicletta è un mezzo molto usato e noi dobbiamo prendere esempio da qui perché la lotta per la salvez­za del pianeta passa molto attraverso i nuo­vi stili di vita», ha detto Stefania Prestigia­como, che come ministro dell'Ambiente ha cofinanziato la realizzazione di questa bici­cletta elettrica.

Una bici tutta bianca con un grosso copri ruota rosso fiammante: è tutto lì dentro il marchingegno magico. Che consiste in bat­terie con un processore elettrico, sensori, un motorino e lo speciale mozzo, il cuore, che governa lo sforzo del motore. ?^ dotato anche di sensori ambientali in grado di ot­tenere in tempo reale informazioni sull'in­quinamento urbano, sul traffico, sul tempo di percorrenza e, persino, sulle calorie bru­ciate durante la pedalata. Informazioni che vengono trasmesse in modalità senza fili sullo smartphone collocato sul manubrio. Ed ecco che la magica bici può avere in funzione anche un gps, oltre che stabilire se pedalare in modalità normale oppure turbo. Che dire? Provare per credere. Boris Johnson, sindaco di Londra, l'ha provata e ne è entusiasta.

Alessandra Arachi
16 dicembre 2009

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