Homepage di Lazio-SIDE
FILAS - Finanziaria Laziale di Sviluppo
Luiss Business School
CATTID

Login Form

Link us

cliccare per accedere alle funzioni di social bookmarking...  

Help on line

nessun aiuto disponibile  

RSS generator

RSS 2.0  

Send URL to a friend

cliccare per consigliare questa pagina ad un amico...  

Header - Bookmarks

preferiti disattivati per utenti anonimi  

Online stats

110 utenti online
BUSINESS NETWORK ATTUALITÀ NEWS FILAS ROMA CAPITALE MONDIALE DELLE NANOTECNOLOGIE

Roma capitale mondiale delle nanotecnologie

cliccare qui per valutare (1)cliccare qui per valutare (2)cliccare qui per valutare (3)cliccare qui per valutare (4)cliccare qui per valutare (5) voto: 3.0 (38  voti)
 
 

*
martedì, 22 dicembre 2009

Si fa sempre più strada il nano mondo. Materiali, sistemi, procedure che promettono di rivoluzionare il domani, dalla medicina, alla tecnologia andando ad incidere profondamente sulla vita quotidiana.

A Roma un gran numero di ricercatori provenienti da tutto il mondo si sono dati appuntamento per NanoSMat 2009, quarto appuntamento della Conferenza Internazionale su Superfici, Rivestimenti e Materiali Nano strutturati. Una quattro giorni, organizzata con il patrocinio scientifico del Consiglio Nazionale delle Ricerche e che ha affrontato a 360 gradi lo stato dell’arte del “nanouniverso”, rilevandosi una efficace occasione di interazione della comunità scientifica internazionale.

Manifestazioni di questo genere presentano un importante valore aggiunto, quello della interdisciplinarità.  Non nascondono l’entusiasmo gli organizzatori, in primis il dottor Nasar Ali (Presidente della Society of Nanoscience and Nanotechnology, SNN, link), e Chair della Conferenza. Con il ruolo di Co-Chair hanno contribuito alla riuscita dell’evento scientifico Riccardo Polini, del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche dell'Università di Roma Tor Vergata e Giuseppe Fierro dell’Istituto Sistemi Complessi (Isc) del CNR.  “Abbiamo avuto – commentano insieme – oltre 250 ricercatori provenienti da 30 Paesi diversi.

La conferenza si è rilevata uno straordinario evento di confronto tra chimici, fisici, biologi, medici e ingegneri a testimonianza della necessità di un approccio interdisciplinare della ricerca su questi temi. Si è parlato dello stato dell’arte nei settori delle nanoscienze e delle nanotecnologie”.Dalle relazioni presentate in un programma fittissimo di presentazioni presso l’Hotel Crowne Plaza di Roma arrivano prove generali di futuro tutto in nanoscala.

Nel campo della biomedicina, ad esempio, si prospettano nanorobot che riescono ad individuare cellule tumorali per poi  iniettare selettivamente farmaci solo all’interno di queste. “In questo caso – spiega Polini – si sta cercando di rendere intelligente il sistema del rilascio della sostanza attiva. Come spiegare in altre parole al nanorobot in quale momento dare il via al rilascio”. E per questo secolo si annuncia una nanoRivoluzione. Non a caso i nanotubi di carbonio si sono già aggiudicati l’appellativo di “materiale miracoloso” del XXI secolo.

Possiedono proprietà elettroniche uniche e sorprendenti mostrandosi come materiale estremamente conduttivo sia per l’elettricità che per il calore. Offrono inoltre possibilità sorprendenti per la realizzazione di futuri dispositivi nanoelettrici tra cui circuiti e computer. I nanotubi di carbonio sono inoltre 100 volte più forti dell’acciaio con un sesto del peso.

Queste proprietà meccaniche offrono enormi possibilità dal punto di vista applicativo, per esempio, nella produzione di nuovi materiali più resistenti e leggeri per impieghi militari, aerospaziali e medicali. Altre applicazioni includono lubrificanti, vernici, catalizzatori e dispositivi elettro-ottici. I nanotubi di carbonio possono inoltre essere mescolati con diversi materiali come la plastica e tessuti, per esempio per la produzione di giubbotti antiproiettile.

Uno tra i maggiori potenziali per la creazione di nuovi prodotti deriva dalle proprietà di conduzione elettrica e di calore di nanotubi. Le applicazioni spaziano dalle coperte elettriche a trattamenti antigelo delle ali degli aerei, al riscaldamento. Ma il settore dei nanomateriali spazia già in molti ambiti del vivere quotidiano. Nanoparticelle di biossido di titanio possono essere impiegate per le creme solari e sono il mattone di possibili finestre autopulenti.

Le nanotecnologie permettono inoltre di creare batterie innovative e supercondensatori, di dire addio a sostanze tossiche come i solventi, di intervenire nella riduzione di sostanze inquinanti in atmosfera e nel monitoraggio ambientale mediante nanosensori. Tutto ciò può aprile la strada a nuove generazioni di auto elettriche, telefoni cellulari e computer portatili. Un ambito, come si vede, dalle infinite applicazioni e in quanto tale votato ab origine alla interdisciplinarità. E la condivisione di conoscenze a livello internazionale, sia per la ricerca di base, sia per quella applicata, diventa a questo punto fondamentale. Non a caso manifestazioni come NanoSMat 2009 costituiscono appuntamenti importanti per il mondo dei ricercatori.

Proprio con l’obiettivo dell’internazionalizzazione nasce, all’interno del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche dell'Università di Roma Tor Vergata cui afferisce il dottor Polini, il Corso di Dottorato in "Materials for Environment, Health and Energy" particolarmente attivo nel settore dei nanomateriali e delle nanotecnologie applicati a tematiche ambientali, medicali  ed energetiche. Fanno capo a questa scuola di Dottorato anche i professori Silvia Licoccia ed Enrico Traversa, e le dottoresse Elisabetta Di Bartolomeo e Alessandra D'Epifanio.

“Questa scuola di dottorato – sottolinea Polini - attrae studenti da vari paesi del mondo, dal Messico alla Cina, dall'Est Europa al Nord Africa. Cosa poco comune nel panorama accademico italiano. Pertanto, il congresso NanoSMat 2009 è stato tenuto quest'anno a Roma anche grazie ai contatti internazionali che i componenti di questo  gruppo hanno saputo tessere ed alimentare su solide basi di qualità scientifica con gruppi di ricerca in Paesi europei ed extraeuropei. In quest’ambito – prosegue ancora Polini - il 13 ottobre scorso si è tenuto all’Università di Tor Vergata un workshop sul tema "Nanostructured Materials for Sustainable Development" in collaborazione con la prestigiosa istituzione di ricerca nipponica National Institute for Materials Science (NIMS), di Tsukuba.

In quella occasione è stato anche formalizzato un accordo, firmato dal rettore Renato Lauro e dal vicepresidente del National Institute for Materials Science, professor Tetsuji Noda, tra il Centro NAST (Nanoscience, Nanotechnology and Advanced Instrumentation) di Tor Vergata e lo stesso NIMS. La nostra attività – spiega Polini -  ci ha portato a realizzare a Tokyo l’Italy-Japan Joint  Laboratory on Nanostructured Materials for Environment and Energy, cofinanziato dal ministero degli Affari Esteri e, da due anni, un  laboratorio congiunto tra Università di Tokyo e Università di Tor Vergata sullo studio di celle a combustibile per applicazioni  automobilistiche, sponsorizzato dalla Toyota”.

Un accordo che consolida la collaborazione tra l’Università di Roma “Tor Vergata” e il Giappone, per uno sviluppo a tutto tondo delle nanotecnologie.  “Tra le attività già in corso – spiega Polini - rientra lo sviluppo di celle a combustibile miniaturizzate, per sostituire le batterie al litio nell’alimentazione di laptop e telefoni cellulari, che offrono i vantaggi di non dover essere ricaricate ma di produrre energia in modo continuo purché alimentate dal combustibile, e di avere una densità di energia per unità di peso e volume molto superiore alle batterie.

Immaginiamo di ‘fondere’ – spiega Polini - la tecnologia dell’accendino per sigarette e del cellulare. Immaginate dunque di ricaricare la batteria del vostro telefonino come se ricaricassimo un accendino a gas. Il tutto con un’efficienza energetica doppia, in quanto non dobbiamo usare combustibili (fossili o bio) per produrre prima calore, poi energia elettrica. Usiamo il combustibile per produrre direttamente energia elettrica con una pila. E senza avere bisogno di una presa di corrente! Basta una bomboletta di gas per accendisigari, o un po’ di alcol, per avere energia elettrica ovunque”.

L’accordo siglato permetterà di implementare ulteriormente le collaborazioni di ricerca tra Tor Vergata e il Giappone, su tematiche riguardanti tra l’altro il fotovoltaico, i sensori chimici per il monitoraggio ambientale, la medicina rigenerativa, la nanotossicologia, il rilascio di farmaci in modo controllato mediante nanoparticelle per la cura selettiva di tumori. Promette importanti sviluppi anche il settore delle nanotecnologie applicato al monitoraggio ambientale. È questo l’ambito in cui opera Giuseppe Fierro, dell’Istituto Sistemi Complessi del CNR e membro attivo del Comitato organizzatore locale di NanoSMat2009. I suoi studi sono rivolti principalmente alla catalisi eterogenea, una procedura che permette l’abbattimento, mediante l’impiego di appositi composti nanostrutturati, di ossidi di azoto e altri inquinanti che si generano nei processi di combustione chimica.

“La comprensione della struttura e della chimica della superficie – spiega Fierro - gioca un ruolo di cruciale importanza in catalisi eterogenea la cui maggiore sfida attuale è lo sviluppo di nuovi sistemi catalitici più attivi e selettivi, capaci di promuovere processi energeticamente meno dispendiosi e a più basso impatto ambientale. Riguardo al monitoraggio della salute ambientale-alimentare, la comunità scientifica – spiega ancora Fierro - pone particolare attenzione all'individuazione di biomarker di esposizione totale, che tiene conto di eventuali effetti additivi, sinergici o compensativi dovuti a miscele di sostanze. In questa direzione - sottolinea - sono stati sviluppati sistemi biosensoristici”.

Varie saranno le ricadute applicative applicate a questo filone di ricerca legata al mondo delle nanotecnologie. “La catalisi eterogenea è una disciplina scientifica di grande impatto applicativo” sottolinea infatti Fierro. “Essa trova applicazione in diversi campi quali l'industria inorganica pesante, l'industria petrolifera (cracking catalitico, idrodesolforazione), l'industria farmaceutica, delle fibre sintetiche (nylon), della plastica e in quella alimentare”.

Fonte: Filas



 

 

Affine elements

Gruppi e workgroup affini

Bioscienze Bioscienze
Il gruppo Bioscienze rappresenta la rete di persone, rappresentanti di aziende, di istituzioni e di Enti Pubblici e Privati interessati al settore delle Scienze della Vita...

BUSINESS LAB WORLD BUSINESS LAB WORLD
BENVENUTI NEL BUSINESS LAB WORLD: il laboratorio dedicato a chi vuole trasformare idee innovative in business ed a chi un business lo ha già...


 

Comments (List)

Comments (Add)

aggiungi commento

 
e-mail 

 

 

Google Adsense

Link sponsorizzati

 

consorziostaimpresaconsor (CONSORZIO STA)
bineuropesrlrm143 (B IN EUROPE)
xxxx