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Ricerca e innovazione nel Lazio - realtà e prospettive

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venerdì, 18 dicembre 2009

Un bando da 14 milioni e 350 mila euro per l’aerospazio e uno che offre 12 milioni e 950mila euro per Farmaceutica e farmacogenomica, Dispositivi e diagnostici medici e ICT per il settore salute, per il biomedicale e per i servizi assistenziali, sono solo gli ultimi due esempi delle misure a favore dell’innovazione promosse dalla Giunta Regionale tra 2005 e 2009. Imprese e centri di ricerca del Lazio hanno tempo fino al 14 febbraio per presentare progetti integrati di frontiera in campo aerospaziale e fino al 5 marzo 2010 per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito delle bioscienze, utilizzando le informazioni, i testi degli avvisi pubblici e la modulistica disponibili nelle areee dedicate di questo stesso portale.

Il bilancio completo dell’azione del governo locale, tracciato durante il convegno “Ricerca e innovazione nel Lazio - Realtà e prospettive”, conta ben  550 milioni di euro per le aziende e gli organismi di ricerca, tre Distretti Tecnologici dedicati ad altrettanti settori di eccellenza dell’economia e del mondo accademico del nostro territorio, tre fondi specifici dedicati a sviluppo economico, ricerca e innovazione; ricerca scientifica e ricerca scientifica in ambito sanitario. A questi si aggiungono interventi nel capitale di rischio delle piccole e medie imprese innovative, bandi per favorire progetti innovativi e la collaborazione tra imprese e organismi di ricerca e misure di sostegno per il trasferimento tecnologico e la creazione di imprese da idee nate dalla ricerca.

Come è emerso dagli interventi di rappresentanti delle Istituzioni e di prestigiosi esponenti del sistema della ricerca e del mondo produttivo tra cui il premio nobel Rita Levi Montalcini e dall’ampia area espositiva a disposizione del pubblico, la Regione negli ultimi anni si è fortemente impegnata per valorizzare al meglio due grandi eccellenze del Lazio: la ricchezza in ricerca pubblica e l’esistenza di piccole e medie imprese dinamiche e innovative. Si è infatti dotata di una legge organica dedicata alla promozione della ricerca e dello sviluppo, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico e alla costituzione di una “Rete regionale della ricerca e dell’innovazione” ed è l’unica regione italiana a poter vantare tre diversi Distretti Tecnologici formalmente riconosciuti dal Governo nazionale. Distretti costituiti per valorizzare e rafforzare, anche sui mercati esteri, tre comparti di punta dell’economia regionale: Aerospazio, Bioscienze e beni e attività Culturali.

Filas è la società dedicata al sostegno della ricerca e dei processi di sviluppo e innovazione. Per conto della regione ha ideato e coordina i tre distretti tecnologici e gestisce i bandi ad essi relativi, come i due attualmente aperti e i quattro dedicati al DTC, già in fase di istruttoria, che grazie a uno stanziamento totale di circa 8 milioni e mezzo di euro, porteranno alla realizzazione di un Welcome Centre a Roma per la valorizzazione dei beni culturali presenti nel Lazio; di interventi integrati di valorizzazione e di migliore fruizione dei beni culturali del Lazio; di un Centro di eccellenza composto da una anagrafe delle competenze e da un polo di innovazione regionale su tecnologie e materiali e di un prototipo di pullman digitale per il turismo culturale.

Bandi che vanno ad affiancarsi agli interventi nel capitale di rischio delle piccole e medie imprese innovative del Lazio e per produzioni audiovisive, che a tutt’oggi mettono a disposizione 34 milioni di euro dopo averne già erogati circa 26 milioni.

“In un quadro di cambiamenti sostanziali, che coinvolgono sia le strutture del sistema produttivo,

che quelle preposte alla produzione delle conoscenze, il nostro obiettivo  - ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo Economico, Ricerca, Innovazione e Turismo della Regione Lazio, Claudio Mancini - è stato quello di promuovere, con la politica, l’incontro di impresa e ricerca nel Lazio. Abbiamo cercato di agevolare le aziende nell’accesso all’innovazione ed alle nuove tecnologie, facilitando al tempo stesso i ricercatori nella trasformazione di scoperte innovative in applicazioni industriali.
Come? Promuovendo collaborazioni dirette tra imprese ed organismi di ricerca, finalizzate allo sviluppo di progetti su temi di interesse strategico per la Regione Lazio: ICT, aerospazio, scienze della vita, tecnologie per i beni culturali, ed energie da fonti rinnovabili.”

Per la presidente di Filas, Flaminia Saccà: “I due bandi attualmente aperti per le bioscienze e l’aerospazio costituiscono un’occasione importante per lo sviluppo dei Distretti Tecnologici e per le imprese e gli organismi di ricerca che operano in questi due comparti. E sono solo il primo passo dell’importante impegno che Filas porterà avanti per conto della Regione nei prossimi anni. Entro il 2013 Filas gestirà 148,5 milioni di euro a favore delle cinque filiere dell’innovazione del Lazio: i distretti tecnologici dell’aerospazio, delle bioscienze e della cultura, ma anche tecnologie per la sostenibilità ambientale e ICT e multimedia. Queste risorse che provengono da fondi regionali, nazionali ed europei serviranno a sviluppare i cosiddetti “temi di frontiera tecnologica”, cioè ambiti innovativi in grado di favorire lo sviluppo economico e la competitività internazionale del nostro territorio. Inoltre Filas continuerà a sostenere la nascita e lo sviluppo di piccole e medie imprese innovative con interventi nel capitale di rischio delle imprese.”

Più in generale, parlando di Lazio e innovazione, durante il convegno è stato ricordato che l’1.9% del PIL regionale è investito nella ricerca, in linea con la media europea e ben al di sopra di quella nazionale (ferma all’1.1%), il 51.4% della ricerca pubblica del Paese è svolta nel Lazio e il 51.9% dei ricercatori pubblici nazionali sono impiegati nel territorio regionale. Il Lazio vanta inoltre il primato nazionale anche per numero di addetti in settori ad alta tecnologia (6 addetti ogni 1.000 abitanti contro la media italiana di 3 addetti) e per esportazioni di “prodotti tecnologici” (il 62% delle esportazioni totali contro il 30% dell’Italia). Vanta un’alta densità di imprese attive nella knowledge economy (2,34 unità ogni 1.000 abitanti) ed è al primo posto in Italia per strutture di ricerca.

Fonte: Filas



 

 

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