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Il modello Silicon Valley sbarca nelle sale de La Sapienza

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martedì, 22 dicembre 2009

Siamo alla Sapienza di Roma nella sala Odeion contornata dai gessi che in copia raffigurano i capolavori dell’arte scultorea antica, ma si parla rigorosamente in lingua inglese. L’occasione è la tappa al primo ateneo di Roma, per la priva volta della Global Entrepreneurship Week (GEW) 2009, una manifestazione internazionale (www.unleashingideas.org/italy) per il sostegno alla nuova imprenditorialità che si è svolta a Roma con incontri, manifestazioni, seminari, in contemporanea in tutto il mondo. L’evento anche quest’anno ha visto il sostegno del governo inglese di Gordon Brown e, tramite la Fulbright Best, del governo degli Stati Uniti, Dipartimento di Stato, Bureau of Educational and Cultural Affaire.

Non ha fatto mancare il suo sostegno esplicito all’iniziativa anche il presidente Usa Barack Obama che nell’atto ufficiale scrive “per rafforzare la nostra posizione nel XXI secolo, dobbiamo riconvertire noi stessi per sfruttare lo spirito creativo che ha reso grande l'America”. Alla Sapienza la Global Entrepreneurship Week.

Lo scenario di riferimento evocato nel materiale in distribuzione e negli interventi e quello ormai mitico della Silicon Valley dove idee di successo hanno dato vita a colossi come Yahoo, Google, Ebay. E’ il rettore Luigi Frati a fare gli onori di casa. Parla di “good chance” per gli studenti, della necessità di dire addio ai posti statali e di farsi imprenditori di se stessi. “La Sapienza è impegnata da anni nella promozione di nuove iniziative imprenditoriali, sia da parte dei suoi ricercatori che dei suoi studenti” sottolinea ancora Frati. Di tutto prestigio l’intervento che segue. A prendere la parola è infatti  Edward Chaplin, ambasciatore del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord in Italia. “La Global Entrepreneurship Week, come molti grandi movimenti è iniziato con un'idea” esordisce Chaplin.

 “Il primo ministro britannico Gordon Brown ha avviato una campagna per incoraggiare gli under 30 del Regno Unito a diventare più intraprendenti. La campagna si chiama Make Your Mark ed è centrata sulla Enterprise Week. Lo scorso anno questa manifestazione è diventata la Global Entrepreneurship Week combinando la settimana del Regno Unito con una analoga iniziativa americana. Entrando nel vivo Chaplin fa un excursus del dibattito in corso in Europa.

Cita alcuni temi in discussione, la normativa europea sulla proprietà intellettuale, il recentissimo provvedimento di Viviane Reding sulla Internet Innovation Strategy sempre più necessaria in una società che invecchia anche per fornire trattamenti sanitari, parla delle opportunità dei green job legati al cambiamento climatico, ricorda l’attiva del Science Park di Cambridge, oltre cento aziende che si sono affermate per mettere a frutto le ricerche della vicina prestigiosa università nei settori dell'alta tecnologia come la fotonica, le nanotecnologie e la scienze dei materiali. Chaplin cita poi Hanna Sykulska-Lawrence vincitrice del Young Woman Engineer Award dal Institution of Engineering and Technology per l’invenzione del microscopio inviato su Marte con la recente missione Phoenix. Ricorda il raddoppio dei fondi in bilancio disposti dal premier Brown per la scienza e la creazione di un Fondo di investimento per aiutare start up e spin off di nuove imprese.

“Non possiamo permetterci di non investire in innovazione” commenta Chaplin.E’ la volta poi di Carl Schramm, presidente della Fondazione Kauffman, descritto dall'Economist, come ha ricordato l’ambasciatore Chaplin,  come “evangelist of entrepreneurship”, autore tra l’altro dell’articolo “The End of American Capitalism?” pubblicato sulla rivista The American.

 Schramm parla dei valori dell’imprenditorialità, della forza delle idee per creare imprese che sviluppino prodotti utili alla società. Esalta l’importanza della collaborazione internazionale. Molto atteso l’intervento centrale dell’incontro quello di Fernando Napolitano, presidente dello Steering Committee di Fulbright BEST (Business Exchange and Studing Training). Napolitano ha illustrato nel dettaglio infatti il programma Fulbright Best (www.fulbright.it) nato per favorire una cultura dell’imprenditorialità nei giovani ricercatori proponendo un modello basato su innovazione e trasferimento tecnologico. Un programma (www.bestprogram.it), promosso dall’Ambasciata Usa a Roma e gestito dalla Commissione Fullbright rivolto ai giovani ricercatori (requisito preferenziale età non superiore ai 35 anni) nei campi dell’ICT, Biotech, Tools and Machinery, Energy e Green Tecnology.

Agli studenti si propone una full immersioni di sei mesi nella Silicon Valley per prendere parte a corsi su imprenditorialità innovativa, marketing, gestione aziendale alla Santa Clara Università e uno stage presso un azienda. Previsti anche seminari pressi due prestigiose università, quelle di Stanford e Berkeley e opportunità di networking in collegamento con business community italiane e statunitensi. Si va ad imparare come si crea un impresa. E delle esperienza italiana parla a margine dell’incontro il prorettore della Sapienza Giuseppina Capaldo. “Costruire un'impresa su attività di ricerca è una mentalità – ammette tuttavia Capaldo - che in Italia deve assolutamente espandersi.

Il convegno nasce proprio da questo obiettivo”.  Il prorettore dà comunque i numeri relativi ai fondi investiti nella ricerca.“In totale, nel 2009, a sostegno di attività di ricerca che possano far nascere nuove imprese – aggiunge Capaldo - abbiamo investito oltre 50 milioni di euro. Fondi che servono anche a creare sinergie a favore degli studenti con network di imprese e atenei statunitensi.

Per attività di ricerca che possano sfociare in nuove imprese La Sapienza ha  investito nel 2009, in particolare, 13 milioni di euro in finanziamenti di progetti di ricerca interni, una somma alla quale si aggiungono circa 1 milione di euro per sostenere i brevetti dei ricercatori e spin-off , altri 27 milioni di euro in borse di studio per dottorandi che lavorano anche su questo filone”. “A questo obiettivo - afferma ancora il prorettore - abbiamo dedicato poi nel 2009 fondi per 20-25 milioni di euro circa provenienti dall’Unione Europea e dai ministeri, questi ultimi per lo più provenienti dal ministero dell’Istruzione e della Ricerca o dal ministero dello Sviluppo Economico anche attraverso il programma Industria 2015.

A questi investimenti – conclude Capaldo - devono essere aggiunti poi altri 20-25 milioni circa di fondi per attività che i dipartimenti della Università realizzano per conto di aziende”. L’edizione 2009 della Global Entrepreneurship Week  ha visto la partecipazione di 87  Paesi. Dal 16 al 22 novembre, milioni di persone in tutto il mondo sono state coinvolte in iniziative per lo sviluppo di nuova imprenditorialità. L’incontro alla Sapienza è stato organizzato in collaborazione con META Group (Coordinatore delle iniziative GEW in Italia) e BAIA (Business Association Italy America), associazione senza scopo di lucro che favorisce iniziative imprenditoriali promosse da operatori italiani e americani e, in particolare, opera per facilitare i rapporti tra il sistema produttivo e della ricerca italiano e attori economici che hanno sede nella Silicon Valley.

Fonte: Filas



 

 

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